Descrizione
Ŏpĕra 14 è un viaggio nell’immaginazione e nell’alterità. “Io e l’altro” diventa un esercizio di dislocazione: adottare altri punti di vista, accogliere ambiguità e impossibile.
Si apre con Dream House di Vicente Baeza e Valentina Avanzini, una casa-corpo che respira e sogna, abitata da figurine d’argilla che parlano di memoria e distanza. L’ironia emerge nei disegni di Aronne Pleuteri con testo di Raffaella Ferraro, che reinterpreta la vanitas con figure surreali. Camilla Gurgone e Sara Verde interrogano un’IA su futuri possibili: le sue risposte perfette mostrano l’assenza di umanità e il valore dell’errore. Con Previsioni, Ludovico Orombelli e Alessandro Cazzola propongono un atlante visivo che invita alla libera associazione e al dubbio dello sguardo. Chiude Un pretesto per parlare del mare di Saverio Tonoli e Caterina Frulloni: carte intrise di sale che tracciano confini mobili tra terra e acqua.
Le rubriche ampliano le traiettorie del numero: Chiacchiere in studio con Arnold Braho e Alice Peach esplora memoria e cleptomania visiva; A proposito di ospita un saggio di Pierluca Nardoni sul pre-cinema come arte collettiva; Ŏpĕra off presenta Quantumspace, tra Milano e New York, dove arte e tecnologia (IA, blockchain, data science) si intrecciano.
Infine, Contratto di cessione del collettivo damp, con testo di Luciana Berti e la collaborazione di Martina Campese e dell’avvocato Alessandro Buono, riflette sulla chiusura del progetto Negozio a Portici, tra diritto e autorialità.
Ŏpĕra 14 è un invito a vivere l’immaginazione come pratica quotidiana: un modo sensibile e autentico di abitare il mondo, dove sognare resta il primo atto politico possibile.










