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Sabato 15 gennaio 2022 alle ore 17.00, presso la galleria Arte Spazio Tempo di Venezia, si è tenuta l’apertura della mostra “La bellezza dell’impermanenza” dell’artista Gaia Bellini a cura di Giulia Cacciola e organizzata dall’associazione ATTIVA Cultural Projects.

L’esposizione è costruita intorno all’opera Sindone Vegetale. A Marsia #1 creata in esclusiva per l’ultimo numero del magazine d’artista Ŏpĕra, edito dall’Associazione Attiva Cultural Projects. Alla base della scelta espositiva, vi è la lettura di una tematica ricorrente nella produzione artistica di Gaia, che ricerca la riconnessione con la natura, utilizzando tele per narrare processi biologici, ma, anche, per rappresentare metaforicamente la condizione dell’uomo nella sua interconnessione con il mondo.

Visitando l’esposizione è necessario abbandonare sovrastrutture troppo reali, troppo antropocentriche, per lasciarsi avvolgere dalla delicatezza di colori non urlati, gentili, da tele semi trasparenti e da una tecnica primitiva ma allo stesso tempo estremamente contemporanea. Il cambiamento è ineludibile, inarrestabile, fondamentale e spesso preceduto da distruzione, necessaria per la trasformazione e Gaia ha trovato un modo del tutto nuovo per narrare questo processo naturale e inevitabile. Lo studio metodico di alberi ed erbe la conduce verso una ricerca prima della nomenclatura, poi delle proprietà mediche loro attribuite e, infine, alla scoperta del potere colorante della maggior parte delle specie vegetali.  

L’utilizzo di semi e bacche che vengono avvolti nelle tele per creare stampe botaniche, il tessuto assorbe il colore contenuto all’interno degli elementi vegetali, si tinge, ed ecco che il colore diventa intrinseco alla tela e non sovrapposto, è parte integrante e indivisibile. 

Nel tempo, la tela colorata con pigmenti naturali non artefatti, probabilmente, muterà e in alcuni casi tornerà al vuoto originale, ma questo rappresenta il primo passo per cogliere la bellezza dell’impermanenza e della caducità della natura e dell’uomo. 

La bellezza dell’impermanenza di Gaia Bellini

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