Lidia Bianchi (San Felice Circeo, 1992) ha studiato Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e l’EASD di Valencia (ES). La sua pratica artistica prende forma dalle intuizioni estetiche suscitate dal paesaggio e le sue istanze, all’irrealizzabile ricerca dell’arcaico nelle fenditure del contemporaneo. La sua pratica sottintende anche una densa ricerca teorica, che l’ha portata ad ottenere un assegno di ricerca dalla Fondazione Adolfo Pini di Milano per sostenere il suo progetto di residenza presso Lumen Studios di Londra, per studiare il rapporto tra pratica artistica e ambiente oggi, momento in cui si rivela necessario ripensare l’uomo e l’artista all’interno del divenire geologico. Questa sensibilità geologica trova occasione per manifestarsi all’interno di progetti di residenza artistica in luoghi periferici d’Italia, in cui il paesaggio è un pretesto per parlare di immagine e immaginario, ponte tra interiorità dell’artista e mondo. Tra questi, In-Ruins Residency a Parco Scolacium (CZ), Falìa AIR a Lozio, in Valle Camonica (BS) e Lido La Fortuna AIR a Fano (PU). Attualmente la sua ricerca guarda al paesaggio italiano come spazio estetico, luogo di immaginari antichi e nuovi che, ponendosi in rapporto dialettico tra loro, configurano una narrazione visiva altra, incentrata sulle forze telluriche che lo animano. Insegna arte e collabora ai progetti didattici della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Brera. 

Vive e lavora a Milano.