Attraverso di Silvia Capoccia

Sabato 16 Novembre 2019, presso la galleria Arte Spazio Tempo di Venezia, si terrà il vernissage della mostra Attraverso della fotografa Silvia Capoccia.

Attraverso si configura come un’esposizione dal taglio antologico delle opere più recenti dell’artista. É progettata dall’Associazione Attiva Cultural Projects ETS e curata da Maria Apicella e Martina Campese.

Alla base della scelta espositiva, vi è una lettura di tematiche e parole ricorrenti del percorso artistico di Silvia, che parte dal viaggio che la conduce attraverso le esperienze proprie ed altrui.
Nella serie La vita fuori – reportage del Circo Niuman – il viaggio non è solo fisico (laddove l’artista si è, infatti, unita al circo per diversi mesi) ma si configura anche come uno scavo nell’universo psichico ed emozionale dei circensi, che rivelano il proprio mondo quotidiano, fatto di legami solidi ed autentici, gioie e fatiche condivise.

Un simile attraversamento avviene anche nella serie autobiografica Introspettiva, nella quale a essere indagati sono gli strati del proprio io interiore. Qui, come nelle altre opere, l’analisi avviene per fasi, ha inizio pochi attimi prima dello scatto e termina solo dopo la stampa quando l’ultima osservazione lascia affiorare le innumerevoli sfumature delle emozioni ritratte. É in questo momento che il viaggio dell’artista si fonde con il racconto dei soggetti immortalati. Gli scatti in bianco e nero di Silvia rintracciano e rivelano storie, vissuti, esperienze celate dietro sguardi ed espressioni in attesa di potersi rivelare all’osservatore. Catturano un’umanità sincera, fatta di emozioni difficili da nascondere perché spontanee, naturali.

 

 

 

É così anche per i viandanti delle sue Solitudini urbane che raccontano i dolori di una vita sacrificata e al limite, ai margini della società.

Un taglio meno escatologico e ancor più narrativo connota il dittico ispirato al romanzo di David Herbert Lawrence, La ragazza perduta. Dedicati alla sua terra, questi scatti si caricano di un valore affettivo e si collegano, idealmente, alla serie di vedute realizzate dall’artista che immortalano l’incantevole Valle di Comino.

Attraverso l’obiettivo, Silvia individua velocemente e fissa in digitale le storie e le emozioni che poi riporta intatte e pure, eternate dalla scelta del bianco e nero.

 

Silvia Capoccia (26 anni) studia grafica presso l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma. Dopo gli studi, coltiva ed approfondisce la sua più grande passione presso la Scuola romana di Fotografia. Nel 2018 da vita alla sua attività: Officina Imago, studio grafico e fotografico ma anche spazio per eventi culturali ed artistici. Nello stesso anno vince  il Premio Speciale Giovani nell’edizione 2018 del Photo Festival di Anzio. Partecipa alla Biennale di Arte Contemporanea di Frosinone 2019, a cura del Prof. Alfio Borghese, aggiudicandosi il Premio della critica con l’opera La ragazza perduta. Nello stesso anno, partecipa e vince il Premio Internazionale Spoleto Art Festival con l’opera Ossessione.

La mostra sarà visitabile dal 16 novembre al 22 dicembre presso la galleria Arte Spazio Tempo, Campo del Ghetto, 2877, 30121 – Venezia (VE).

Orari: dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 15:00 alle 17:00.

 

Resti di Viviana Marchiò

Si è concluso, da pochi giorni, il progetto Resti dell’artista Viviana Marchiò, organizzato e coordinato dall’Associazione ATTIVA Cultural Projects, vincitore della Chiamata pubblica per Progetti di Comunità indetta dalla Fondazione Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

L’evento ha avuto luogo nel borgo di San Paolo Albanese, culla della cultura arbëreshë, dal 14 al 20 ottobre 2019. Grazie anche al sostegno del Comune e del sindaco Mosé Antonio Troiano, l’artista Marchiò ha avuto modo di entrare il contatto con la collettività ed unirla in progetto comunitario che ha reso possibile una riscoperta dei valori di condivisione e collaborazione per il bene comune. 

Con entusiasmo e spirito di accoglienza, la collettività ha aperto le proprie case e cucine ed ha instaurato con l’artista un rapporto di fiducia. Un successo che si è tradotto in una grande partecipazione di pubblico all’evento conclusivo svoltosi domenica 20 ottobre presso il Comune. Il progetto, articolato in più fasi, prevedeva infatti un pasto comunitario finale, i cui resti, raccolti dal team di Attiva Cultural Projects, dall’artista e dai cittadini sono stati destinati ad una compostiera, disegnata e realizzata dall’artista con il supporto degli artigiani locali.

I resti organici, metafora e riflessione sul concetto di “restanza” dell’antropologo Vito Teti, costituiranno nuove risorse per il popolo rimasto. San Paolo Albanese, luogo simbolo della memoria ma anche baluardo di resilienza, riceverà tra un anno il compost generato dalle rimanenze del pasto, un modo simbolico per premiare un popolo tenace, che conserva e tramanda con orgoglio la propria storia. 

Il progetto, finanziato dalla Fondazione Matera 2019 e patrocinato dal Comune di San Paolo Albanese, ha potuto vantare anche del supporto tecnico dell’Azienda Agricola locale La casata del Lago, produttrice di peperoni cruschi di Senise. Il legame con aziende, artigiani ed altre realtà del territorio è stato un altro punto cardine del progetto per valorizzare, oltre alle persone, ai valori e alle tradizioni, anche le numerose eccellenze artigianali e gastronomiche del luogo.

“Resti” approvato a Matera 2019

Resti 

di Viviana Marchiò
San Paolo Albanese (PZ)
20 ottobre 2019

Chi resta non è né un eroe né può sentirsi una vittima. Chi resta, semplicemente, vive.
Vito Teti

San Paolo Albanese, il più piccolo comune della Basilicata (con i suoi 278 abitanti), ospiterà, dal 14 al 20 ottobre 2019, il progetto RESTI dell’artista Viviana Marchiò, Progetto di Comunità di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Il progetto muove da una riflessione sul concetto di “restanza”, elaborato dall’antropologo Vito Teti, ed è stato pensato specificamente per il comune di San Paolo Albanese. Il Borgo lucano, culla della cultura arbëreshë, conserva e difende con orgoglio la lingua antica e le tradizioni religiose, nella volontà di tener viva nel tempo la propria memoria identitaria, divenendo luogo simbolo della storia di un popolo e dell’abbandono, ma anche ultimo baluardo di resilienza per coloro che hanno deciso di restare. Al termine di una settimana di permanenza a San Paolo Albanese, l’artista Viviana Marchiò sperimenterà le possibilità generative delle parti residuali, rappresentate simbolicamente dal compost, fertilizzante ricavato dalle rimanenze di un pasto collettivo che vedrà coinvolta l’intera comunità. 

Condivisione, memoria, identità sono le parole chiave che muoveranno il progetto di Viviana Marchiò, artista napoletana classe 1990, membro del Collettivo DAMP e del duo Armento-Marchiò, selezionata per la sua spiccata predisposizione progettuale e la volontà di integrarsi e dialogare con il territorio in cui è chiamata ad agire ed interagire.  

Il progetto artistico – che gode del Patrocinio del Comune di San Paolo Albanese ed è sponsorizzato dall’Azienda Agricola Casata del Lago– è curato e coordinato dall’Associazione ATTIVA Cultural Projects ETS, nata a Portici nel 2019 per essere attivatore di processi culturali e promotore delle diverse espressioni artistiche contemporanee, attraverso un impegno attivo su tutto il territorio nazionale.